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Lingua etrusca
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La mwcqlingua etrusca, conosciuta anche, più semplicemente, come mwcgetrusco, è una lingua antica mwcwestinta, appartenente alla famiglia linguistica delle mwdalingue tirreniche, parlata dal popolo degli mwdqEtruschi e attestata durante l'età del ferro. Era diffusa in diverse zone dell'mwdgItalia antica ma principalmente nell'mwdwEtruria propriamente detta, regione che comprende le odierne regioni mweaToscana, mweqUmbria occidentale e mwegLazio settentrionale; altre aree interessate erano la mwewCorsica, l'mwfaEtruria padana e mwfqcampana, oltre ad alcune ridotte nicchie create dall'espansione e dal contatto culturale e commerciale degli Etruschi.
La lingua scritta adottò l'alfabeto euboico di mwfwCalcidecite-ref-2[2] probabilmente a mwhaPithecusa nell'mwhqVIII secolo a.C., sull'mwhgisola d'Ischia, o a mwhwCuma.
Contents
• Alfabeto
• Nome
• Pronome
• Verbo
• Città
• Numerali
• Note
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Origini e storia
La lingua etrusca è attestata da circa mwma13 000 iscrizioni (di cui mwmq7 500 sono considerabili testicite-ref-6-1-1[1]), datate tra l'VIII e il mwngI secolo a.C., rinvenute tra mwnwLazio (mwoaRoma, mwoqSatricum, mwogPraeneste)cite-ref-6-1-2[1], mwpwToscana, mwqaUmbria occidentale, parte della mwqqpianura padana, in particolare il mwqgVeneto (mwqwAdria), l'mwraEmilia-Romagna (mwrqFelsina–mwrgBologna, mwrwSpina, mwsaMarzabottocite-ref-6-1-3[1]) e mwtqMantovacite-ref-6-1-4[1], e alcune aree della mwugCampania attorno a mwuwCapua e a mwvaPontecagnano, a mwvqNola e a mwvgSuessulacite-ref-6-1-5[1]. Iscrizioni etrusche sono state ritrovate anche a mwwwGenova, a mwxaBusca e mwxqMombasiglio in mwxgprovincia di Cuneo, a mwxwLattes e mwyaPech Maho in mwyqFrancia, ad mwygAleria in mwywCorsica, e, risalenti al I secolo a.C., a Uadi Milian, in mwzaTunisia.cite-ref-cafoscari-4-0[4]
L'etrusco è considerato una mwaglingua preindoeuropeacite-ref-5[5] e mwbwpaleoeuropea,cite-ref-haarmann2014-6-0[6] tuttavia il rapporto dell'etrusco con le mwdalingue indoeuropee, così come affermato da mwdqMassimo Pallottino, è complesso e indiscutibile.cite-ref-ref-a-7-0[7] Il linguista italiano mwegGiacomo Devoto sostenne per la lingua etrusca la definizione di peri-indoeuropea,cite-ref-8[8] perché l'etrusco presenta caratteri ibridi indoeuropei e non indoeuropei ("anindoeuropei" e "anindoarii").
Alcuni studiosi, tra cui il linguista tedesco mwgaHelmut Rix, collegano l'etrusco alla mwgqlingua retica, parlata dai mwggReti nell'area alpina almeno fino al I secolo a.C., teorizzando l'esistenza di una mwgwfamiglia linguistica tirrenica.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] Sulla scia di Rix, successivi studi di Stefan Schumacher,cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] Norbert Oettinger,cite-ref-13[13] mwmaCarlo De Simone e mwmqSimona Marchesinicite-ref-desimonemarchesini2013-3-1[3]cite-ref-mnamon1-14-0[14] hanno ipotizzato che retico ed etrusco discendano da un "tirrenico comune", che non appartiene alla famiglia indoeuropea e dal quale si sarebbero divisi in tempi remoti, in un periodo della preistoria antecedente all'mwogetà del Bronzo.
Anche la lingua attestata nelle iscrizioni reperite sull'isola mwpaegea di mwpqLemno farebbe parte della stessa famiglia linguistica tirrenica, ma con un tempo di separazione tra lingua etrusca e lingua lemnia di molto successivo a quello tra lingua etrusca e lingua retica. Ciò sarebbe compatibile con l'ipotesi che la lingua lemnia sia riconducibile a un'espansione protostorica di Etruschi da occidente, come già sostenuto da Carlo De Simone, che vede nel lemnio la testimonianza di un insediamento piratesco etrusco nell'isola, situata nella parte settentrionale del mar Egeo, avvenuto prima del 700 a.C.,cite-ref-15[15] mentre alcuni linguisti avevano precedentemente ipotizzato che il lemnio appartenesse a un sostrato preistorico egeo o paragreco esteso dall'mwqgAsia Minore alla mwqwpenisola balcanica, alla Grecia e all'Italia.cite-ref-16[16]
In precedenza, linguisti come mwsqFrancisco Rodríguez Adradoscite-ref-17[17] consideravano l'etrusco almeno in parte derivato dalle lingue indoeuropee, in particolare da quelle indoeuropee dell'mwtgAnatolia, come il mwtwluvio,cite-ref-18[18] mentre mwvaPaul Kretschmer lo considerava mwvqprotoindoeuropeo e perciò risalente alle primissime fasi dell'indoeuropeo comune.cite-ref-ref-a-7-1[7] Per quanto sia verosimile che gli elementi indoeuropei nella lingua etrusca siano dovuti essenzialmente a contatti areali, di mwwgsubstrato o mwwwadstrato, di epoca preistorica e protostorica, e a successivi contatti con le mwxalingue italiche, in particolare il mwxqlatino e l'mwxgumbro e in seguito con il mwxwgreco antico, l'ipotesi di una filiazione, cioè di un rapporto genetico, dell'etrusco dall'indoeuropeo, incluse le lingue anatoliche, non trova oggi più consenso accademico.cite-ref-penney2009-19-0[19]cite-ref-simon2021-20-0[20]cite-ref-simon2025-21-0[21]
A partire dal I secolo a.C., il mw1qlatino sostituì gradualmente ma completamente l'etrusco, facendo sì che solo alcuni documenti e prestiti linguistici penetrassero nella lingua di Roma. Tra questi si possono annoverare, per esempio, il mw1glessema mw1wpersona (dall'etrusco mw2aφersu), e numerosi nomi geografici, tra cui i mw2qpoleonimi mw2gTarquinia, mw2wVolterra, mw3aPerugia, mw3qMantova, mw3gModena, forse mw3wParma, e molti mw4atoponimi che terminano col suffisso, tipicamente etrusco, "-ena/-enna", come mw4qCesena, mw4gBolsena, mw4wSiena, mw5aChiavenna, mw5qRavenna.
Testimonianze di una lingua affine nelle Alpi e Prealpi
La scrittura retica, le cui prime attestazioni appartengono al mw8aVI secolo a.C.,cite-ref-mnamon1-14-1[14] è testimoniata da circa 280 iscrizioni testuali su 230 oggetti. Le iscrizioni retiche sono state trovate in un'area che comprende, in Italia, il mw9qTrentino, l'mw9gAlto-Adige e parte del mw9wVeneto settentrionale e occidentale, in mw-aAustria il mw-qTirolo settentrionale, e la bassa mw-gValle Engadina nel mw-wCanton Grigioni in mw-aSvizzera.cite-ref-mnamon1-14-2[14]
Tre autori antichi, mwaqiTito Livio, mwaqmPompeo Trogo e mwaqqPlinio il Vecchio, ci tramandano nelle loro opere il collegamento dei Reti con gli Etruschi. Secondo lo storico latino mwaquTito Livio, i Reti discendono dagli mwaqyEtruschi, ritirati sull'arco alpino a seguito delle invasioni mwaqcceltiche nel mwaqgNord Italia, e quindi inselvatichitisi per l'ambiente ostile e selvaggio, lontano dalla civiltàcite-ref-22[22], mentre Trogo sostiene che gli Etruschi occuparono le regioni alpine avendo perduto le sedi originarie. Lo storico latino mwaq0Plinio il Vecchio, aggiungendo alcuni dettagli, fa derivare il nome Reti da un certo re mwaq4eponimo Reto, comandante delle popolazioni mwaq8etrusche che, stanziate nell'mwaraarea padana, furono costrette a riparare sui monti alpini dall'arrivo dei mwareGalli.cite-ref-plin130-23-0[23]
Tra le prime iscrizioni trovate in lingua retica vi è la mwarcsitula della mwargVal di Cembra del mwarkIV secolo a.C., anche conosciuta come Situla Giovanelli, scoperta nel 1828 da Simone Nicolodi sul Doss Caslir di Cembra, comprata dall'allora sindaco di Trento mwaroBenedetto Giovanelli e oggi custodita al mwarsmuseo provinciale del Castello del Buonconsiglio. La situla, interamente in bronzo, era verosimilmente un recipiente che conteneva il vino da offrire agli dèi durante le cerimonie religiose, dunque aveva una funzione libatoria. L'iscrizione a carattere votivo è composta da cinque parole incise con alfabeto simile a quello etrusco e la lingua usata è classificata come retico centrale. Un'altra iscrizione, scoperta nel 1845 dallo stesso Giovannelli, si trova sulla Situla di Matrei, così chiamata dal nome della località di mwarwMatrei am Brenner, nel Tirolo austriaco, dove è stata ritrovata, appartenente al periodo compreso tra V e IV secolo a.C., e che rimarrà per più di un secolo l'iscrizione retica più a nord mai rinvenuta.cite-ref-thesaurus1-24-0[24]
Di un collegamento linguistico tra retico ed etrusco parlerà proprio Giovanelli nel suo mwasiDei Rezj. Dell'origini de' popoli d'Italia e d'una iscrizione rezio-etrusca, pubblicato a Trento nel 1844. Ma Giovanelli ribalterà la visione tradizionale tramandata dagli autori classici di lingua latina, sostenendo che furono gli Etruschi a migrare nel mwasmCentro Italia da nord, dai territori alpini dei Reti, e che quindi erano gli Etruschi a discendere dai Reti, e non viceversa.cite-ref-thesaurus1-24-1[24]
In sintonia con Giovanelli si trovarono anche alcuni autorevoli archeologi e storici dell'Ottocento, come mwaskBarthold Georg Niebuhr, mwasoKarl Otfried Müller, mwassTheodor Mommsen, mwaswWolfgang Helbig, mwas0Gaetano De Sanctis e mwas4Luigi Pareti, che ritennero che gli Etruschi fossero originari delle mwas8Alpi e discendenti dai mwataReti.
Testimonianze di una lingua affine nel Mar Egeo
Nel 1885 fu trovata, nell'isola greca di mwatgLemno, in località Kaminia, la mwatkstele di Lemno, una doppia iscrizione incorporata nella colonna di una chiesa. Tale iscrizione sembra testimoniare una mwatolingua pre-ellenica in tutto simile a quella degli Etruschi. Secondo il massimo storico greco mwatsTucidide, l'isola di Lemno sarebbe stata abitata da gruppi di "Τυρσηνοί" (Tyrsēnòi, cioè "mwatwTirreni", il nome con cui i Greci erano soliti indicare gli mwat0Etruschi), e il ritrovamento ha fornito la prova sicura che in quell'mwat4isola dell'Egeo, ancora nel mwat8VI secolo a.C., era parlata una lingua strettamente affine all'etrusco. L'iscrizione di Lemno è stata reperita su una pietra tombale sulla quale è scolpita l'effigie, tuttavia dimidiata, di un guerriero, cui era probabilmente dedicata. L'iscrizione corre intorno alla testa e lungo un lato della figura di questo guerriero, ed è redatta in un alfabeto greco epicorico raffrontabile a quelli in uso nel VI secolo a.C. Fra le parole chiaramente leggibili ve ne sono due: mwauaaviš e mwauesialchveiš, che vengono confrontate con le parole etrusche mwauiavil "anno" e mwaumsealch, il numerale "40". L'iscrizione di Lemno fu pubblicata per la prima volta dal filologo svedese mwauqErnst Nachmanson nel 1908.cite-ref-25[25]
Tracce degli Etruschi appaiono in alcuni nomi di località dell'Egeo: uno degli esempi è Μύρινα mwauoMýrina (affine al nome gentilizio etrusco mwausMurina di mwauwTarquinia e Chiusi) e nomi di città nella stessa Lemno. Alcuni linguisti hanno rintracciato affinità non sicure fra nomi etrusco-latini e nomi di persona presenti nelle tavolette in mwau0Lineare B di mwau4Cnosso: per esempio mwau8ki-ke-ro. Questi dati vengono interpretati da alcuni studiosi come indizio dell'origine orientale degli Etruschi, mentre sono considerati, al contrario, un segno di rapporti di fine mwavaetà del bronzo fra Mediterraneo occidentale e orientale, da altri studiosi, che integrano la testimonianza dell'iscrizione di Lemno con quella dei geroglifici egizi di mwaveMedinet Habu, che parlano dei mwaviPopoli del Mare, ed elencano fra gli invasori anche i mwavmTrš.w (nelle iscrizioni geografiche sono presenti le varianti mwavqTwrwšʾ.w, mwavuTwrjšʾ.w e mwavyTwjrš.wcite-ref-26[26]) nome che è stato confrontato con il greco mwavsTurs-anòi (mwavwdorico) e mwav0Tyrs-enòi (mwav4ionico) e mwav8Tyrrh-enoi (mwawaattico) e con il latino mwaweTus-ci (da *mwawiTurs-ci) ed mwawmE-trus-ci.
Lo storico olandese Luuk de Ligt, sulla base di un'iscrizione mwawueteocretese trovata a Praisos, nella parte orientale di mwawyCreta, che si ritiene scritta in una lingua indoeuropea appartenente al ramo mwawcosco-umbro delle mwawglingue italiche, ipotizza che questo linguaggio sia arrivato a Creta durante la tarda mwawketà del Bronzo, quando i mwawoMicenei reclutarono mercenari provenienti dalla Sicilia, dalla Sardegna e da altre regioni della penisola italiana. Quando il sistema di potere miceneo collassò attorno al 1200 a.C., alcuni di questi gruppi si sarebbero così trasferiti nelle isole dell'mwawsEgeo settentrionale, a mwawwCipro, e in alcune zone costiere del mwaw0Levante. Secondo questa ricostruzione, anche la presenza, nel VI secolo a.C., sull'isola di Lemno di una comunità che parlava una lingua simile all'etrusco sarebbe stata causata da questi movimenti, e quindi spiegabile come un insediamento etrusco nel mar Egeo. Dello stesso avviso sono il linguista Carlo De Simone e l'archeologo austriaco Reinhard Jung, che collegano questi movimenti di guerrieri dall'Italia nell’Egeo e dall’Egeo al Vicino Oriente, oltre a rapportarli ai Popoli del Mare.cite-ref-27[27]
Documentazioni dirette e indirette
Per la lingua etrusca disponiamo di due diversi tipi di documenti: i mwaxodocumenti diretti, ovvero quelli pervenutici in lingua etrusca (quasi esclusivamente per via mwaxsepigrafica) e i mwaxwdocumenti indiretti, ovvero citazioni di opere letterarie etrusche in testi di altre lingue (e perciò tradotti) o i glossari di parole etrusche in altre lingue, oltre a certe glosse e appunti.
Le iscrizioni etrusche sono numerose e in continuo accrescimento, in particolare quelle di carattere funerario od elogiativo. Hanno però spesso il difetto di essere molto brevi, decisamente stringate e formulari, ellittiche e ripetitive, e di riportare quasi esclusivamente nomi propri di persone o di divinità.
Tra le iscrizioni più lunghe o di particolare interesse vi sono:
• le mwayemwayiLamine di Pyrgi, ritrovate nel 1964 nel luogo in cui sorgeva la città etrusca di mwaymPyrgi (ca. 50mwayq km a nord di Roma, vicino a Santa Severa) e datate intorno al 509-508 a.C. Riportano la dedica di un tempio alla dea etrusca mwayuUni da parte del "governatore" della città di mwayyCaere, mwaycThefarie Velianas. Le tre lamine, interamente auree, recano sia l'iscrizione in etrusco (circa 50 parole) sia la traduzione in mwayglingua cartaginese (un dialetto del mwaykfenicio), rendendola una rara epigrafe bilingue, caratteristica che ne ha in parte permesso una traduzione abbastanza sicura.
• il mwaysmwaywmway0Liber linteus, ritrovato in mway4Egitto a metà del XIX secolo e rappresentante il più lungo testo in lingua etrusca di cui disponiamo. Si tratta di un drappo di lino suddiviso in dodici riquadri rettangolari, utilizzato per bendare la mway8mummia di una donna. L'iscrizione fu riportata dall'Egitto come cimelio dal croato Mihajlo Barić, ed è detta anche "Mummia di Zagabria" in quanto conservata nel museo archeologico di mwazaZagabria. Il testo, composto di circa mwaze1 200 parole e recante un calendario rituale e istruzioni cerimoniali, fu riconosciuto e studiato solo alla fine del XX secolo.
• la mwazmmwazqTegola di Capua, una grossa iscrizione su una tegola di terracotta di argomento religioso contenente circa 300 parole, forse un calendario rituale. È particolarmente interessante perché il senso di scrittura delle righe, il mwazuductus, è in forma mwazybustrofedica (verso alternato da sinistra a destra e viceversa), caratteristica piuttosto insolita per le epigrafi etrusche.
• La mwazgStele di Vicchio.
• Il mwazsmwazwDisco di Magliano, una laminetta circolare di piombo con un'iscrizione sui due lati, disposta a spirale; contiene circa 70 parole, uno dei testi etruschi più lunghi oggi noti che permette di conoscere in modo relativamente diretto pratiche rituali, divinità invocate, luoghi del culto, periodicità delle cerimonie e figure incaricate di officiarlecite-ref-28[28].
• il mwaaimwaamCippo di Perugia, un cippo confinario che presenta su due lati una lunga iscrizione di circa 136 parole.
• la mwaaumwaayTabula Cortonensis, una lamina in bronzo risalente al III o al mwaacII secolo a.C. con iscrizioni in etrusco, spezzata in otto parti di cui una mancante. La tavola, all'incirca delle dimensioni di un mwaagfoglio A3, contiene 206 parole ed è considerata il terzo testo etrusco per lunghezza dopo la mwaakMummia di Zagabria e la mwaaoTegola di Capua. Ritrovata a mwaasCortona nel 1992, è con molta probabilità un atto notarile in cui si descrive una vendita di terreni tra privati.
• un'iscrizione sul sarcofago di mwaa0Laris Pulenas, conservato a mwaa4Tarquinia; l'iscrizione è tracciata su un rotolo di pergamena che il defunto regge in mano e che ne descrive il mwaa8mwabacursus honorum.
• vanno infine citati i mwabidadi da gioco in avorio ritrovati a mwabmTuscania, grazie ai quali conosciamo i nomi dei primi sei numerali in lingua etrusca.
Alfabeto
Dall'alfabeto etrusco, e in particolare da quello settentrionale, si ritiene derivino l'mwac0alfabeto venetico, l'mwac4alfabeto retico, l'mwac8alfabeto lepontico, l'alfabeto di Lugano, l'mwadealfabeto camuno e il mwadifuþark antico, che è la variante più antica dell'mwadmalfabeto runico in uso presso i mwadqGermani.cite-ref-30[30]
La scrittura è destrorsa o mwadobustrofedica per un buon numero di iscrizioni precedenti alla metà del VI secolo a.C.cite-ref-5-31-0[31], mentre in seguito andrà da destra verso sinistracite-ref-5-31-1[31] e in epoca tarda, per sopraggiunto influsso latino, ritornerà in alcune iscrizioni destrorsa.cite-ref-5-31-2[31]
La divisione delle parole è indicata da puntini (·) o più raramente da spazi; in epoca arcaica quasi la totalità dei testi non aveva divisioni tra le parole (erano cioè in mwaegmwaekscriptio continua).cite-ref-5-31-3[31]
Nella seguente tabella, a fianco del carattere etrusco compare la lettera dell'mwae8alfabeto latino o mwafagreco che meglio lo approssima, e segue il suggerimento fonetico in notazione moderna:
| Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco | Alfabeto etrusco |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Arcaico | Arcaico | Arcaico | Arcaico | Arcaico | Arcaico | Recente | Recente | Recente |
| Meridionale | Meridionale | Meridionale | Settentrionale | Settentrionale | Settentrionale | Recente | Recente | Recente |
| Lettera | Traslitterazione | Valore fonetico ( IPA ) | Lettera | Traslitterazione | Valore fonetico ( IPA ) | Lettera | Traslitterazione | Valore fonetico ( IPA ) |
| | a [ 29 ] | /a/ [ 32 ] | | a [ 29 ] | /a/ [ 32 ] | | a [ 29 ] | /a/ [ 32 ] |
| | b [ 33 ] [ 34 ] | – | | b [ 33 ] [ 34 ] | – | – | – | – |
| | c [ 29 ] | /k/ oppure /c, kˊ/ o /kˣ/ [ nota 1 ] [ 35 ] | – | – | – | | c [ 29 ] | /k/ , [ɡ̊] [ nota 2 ] oppure /c, kˊ/ o /kˣ/ [ nota 1 ] [ 35 ] |
| | d [ 33 ] [ 34 ] | – | | d [ 33 ] [ 34 ] | – | – | d [ 33 ] [ 34 ] | – |
| | e [ 29 ] | /e/ [ 32 ] | | e [ 29 ] | /e/ [ 32 ] | | e [ 29 ] | /e/ [ 32 ] |
| – | – | – | – | – | – | | ê [ 33 ] | – |
| | v [ 29 ] | /u̯/, /w/ [ 36 ] | | v [ 29 ] | /u̯/ , /w/ [ 36 ] | | v [ 29 ] | /u̯/ , /w/ [ 36 ] |
| | z [ 29 ] | /t͡s/ [ 37 ] | | z [ 29 ] | /t͡s/ [ 37 ] | | z [ 29 ] | /t͡s/ [ 37 ] |
| | h [ 29 ] | /h/ [ 38 ] | | h [ 29 ] | /h/ [ 38 ] | | h [ 29 ] | /h/ [ 38 ] |
| | θ [ 29 ] | /tʼ/ oppure /tʰ/ [ nota 3 ] [ 37 ] | | θ [ 29 ] | /tʼ/ oppure /tʰ/ [ nota 3 ] [ 37 ] | | θ [ 29 ] | /tʼ/ oppure /tʰ/ [ nota 3 ] [ 37 ] |
| | i [ 29 ] | /i/ , /i̯,/ [ nota 4 ] [ 39 ] | | i [ 29 ] | /i/ , /i̯/ [ nota 4 ] [ 39 ] | | i [ 29 ] | /i/, /i̯/ [ nota 4 ] [ 39 ] |
| | k [ 29 ] | /k/ [ 40 ] | | k [ 29 ] | /k/ [ 40 ] | – | – | – |
| | l [ 29 ] | /l/ , /l̥/ [ nota 5 ] , /ɫ/ [ nota 6 ] , /lʼ/ [ nota 7 ] [ 41 ] | | l [ 29 ] | /l/ , /l̥/ [ nota 5 ] , /ɫ/ [ nota 6 ] , /lʼ/ [ nota 7 ] [ 41 ] | | l [ 29 ] | /l/ , /l̥/ [ nota 5 ] , /ɫ/ [ nota 6 ] , /lʼ/ [ nota 7 ] [ 41 ] |
| | m [ 29 ] | /m/ , /m̥/ [ nota 8 ] [ 36 ] | | m [ 29 ] | /m/ , /m̥/ [ nota 8 ] [ 36 ] | [ nota 9 ] | m [ 29 ] | /m/ , /m̥/ [ nota 8 ] [ 36 ] |
| | n [ 29 ] | /n/ , /n̥/ , /ɲ/ [ nota 10 ] [ 36 ] | | n [ 29 ] | /n/ , /n̥/ , /ɲ/ [ nota 10 ] [ 36 ] | | n [ 29 ] | /n/ , /n̥/ , /ɲ/ [ nota 10 ] [ 36 ] |
| – | – | – | – | – | – | | o [ 29 ] | – |
| | p [ 29 ] | /p/ [ 35 ] | | p [ 29 ] | /p/ [ 35 ] | | p [ 29 ] | /p/ [ 35 ] |
| | σ [ 29 ] | /ʃ/ oppure /ss/ [ 37 ] | | ś [ 29 ] | /ʃ/ oppure /ss/ [ 37 ] | | ś / σ [ 29 ] | /ʃ/ oppure /ss/ |
| | q [ 29 ] | /k/ | – | – | – | – | – | – |
| | r [ 29 ] | /r/ , /r̥/ [ nota 11 ] , /rʼ/ [ nota 12 ] | | r [ 29 ] | /r/ , /r̥/ [ nota 11 ] | | r [ 29 ] | /r/ , /r̥/ [ nota 11 ] |
| | s [ 29 ] | /s/ [ 37 ] | | σ / s [ 29 ] | /s/ [ 37 ] | | σ / s [ 29 ] | /s/ |
| | t [ 29 ] | /t/ [ 35 ] | | t [ 29 ] | /t/ [ 35 ] | | t [ 29 ] | /t/ [ 35 ] |
| | u [ 29 ] | /u/ [ 39 ] | | u [ 29 ] | /u/ [ 39 ] | | u [ 29 ] | /u/ , /u̯/ [ nota 13 ] [ 39 ] |
| | χs [ 29 ] | /s/ [ 29 ] | – | – | – | – | – | – |
| | φ [ 29 ] | /pʼ/ o forse /pʰ/ [ nota 14 ] [ 37 ] | | φ [ 29 ] | /pʼ/ o forse /pʰ/ [ nota 14 ] [ 37 ] | | φ [ 29 ] | /pʼ/ o forse /pʰ/ [ nota 14 ] [ 37 ] |
| | χ [ 29 ] | /kʰ/ [ 42 ] | | χ [ 29 ] | /kʰ/ [ 42 ] | | χ [ 29 ] | /kʰ/ [ 42 ] |
| | ( vh ) [ 29 ] | /f/ [ 43 ] | | f [ 29 ] | /f/ [ 43 ] | | f [ 29 ] | /f/ [ 43 ] |
Varianti grafiche
• — usato in mwbo4Campania per la σ
• mwbpaØ — usato a mwbpeChiusi per la mwbpih
• — usato nell'agro di mwbpuSiena per la mwbpym, forse derivato dal numerale =5 che è pronunciato mwbpgmaχ
Morfologia e sintassi
L'etrusco presenta una struttura morfologico-grammaticale dal carattere mwbpssintetico, specificamente mwbpwagglutinante, come si ritrova, ad esempio, nel mwbp0basco, nel mwbp4coreano, nelle mwbp8lingue nipponiche, nelle mwbqalingue caucasiche, nelle mwbqelingue dravidiche, nelle mwbqilingue uraliche e nelle mwbqmlingue altaiche, ed è probabile che fosse caratterizzato da un'mwbqqergatività di tipo passivo, una funzione grammaticale che condivide, ad esempio, col succitato mwbqubasco, il mwbqyberbero, le mwbqclingue australiane aborigene, le mwbqglingue maya e il mwbqksumero. Alcuni, inoltre, ipotizzano che presentasse anche la corrispondenza semantica biunivoca, una funzionabilità verbale ravvisabile anche in alcune lingue uraliche del ceppo mwbqougro-finnicocite-ref-58[44].
Nome
Genere
Numero
Flessione
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo - accusativo | –, - | - r , -χva (- cva , - va , - ua ) [ 46 ] |
| Genitivo | - s / vocale + - s , - l / vocale + - l / - al [ 46 ] | - r – s |
| Locativo | - i [ 46 ] | |
| Ablativo | - s [ nota 15 ] , - al - s [ nota 16 ] / - ala - s [ nota 17 ] [ 46 ] | |
| Pertinentivo | - si [ nota 18 ] , - le [ nota 19 ] [ 46 ] | |
Le desinenze del plurale sono, a ora, due: -mwbyyr per i nomi animati (sempre preceduta da mwbyca, mwbyge o mwbyku) e -mwbyoχva per i nomi inanimati, che può diventare -mwbyscva se il tema del nome termina in mwbywdentale o -mwby0va (-mwby4ua) se è preceduto da mwby8palatale.cite-ref-1-60-5[46] Il suffisso del plurale è talvolta omesso con l'aggettivo e con il numerale.cite-ref-1-60-6[46]
La vocale di raccordo, che precede la -mwbzkr di suffisso, rappresenta un residuo del tema preistorico (es. mwbzoclan, "figlio" - mwbzsclen-a-r). È stata supposta l'esistenza di un suffisso -θur per i nomi collettivi.
mwbz0Es. clenamwbz4r — (I) figli – da mwbz8clancite-ref-1-60-7[46]
flermwb0uχva — (I) sacrifici – da mwb0yflercite-ref-1-60-8[46]
cilmwb0wθmwb00cva — (Le) arci – da mwb04cilθcite-ref-1-60-9[46]
hupmwb1qnimwb1uva — (Le) nicchie – da mwb1yhupnicite-ref-1-60-10[46]
telur hil — Confini (?) – da mwb1whilcite-ref-1-60-11[46]
avil XXVI — Anni 26 – da mwb2iavilcite-ref-1-60-12[46]
Il mwb2gnominativo-mwb2kaccusativo esprime la funzione di mwb2osoggetto, mwb2scomplemento oggetto e mwb2wpredicativo; è usato anche come mwb20complemento di vocazione e “casus pendens”.cite-ref-1-60-13[46] Il mwb3ilocativo esprime la funzione di mwb3mcomplemento di luogo, mwb3qdi tempo, mwb3udi modo e mwb3ydi mezzo.cite-ref-1-60-14[46] Il mwb3sgenitivo esprime il possesso.cite-ref-1-60-15[46] L'mwb4aablativo esprime il mwb4ecomplemento di origine e l'mwb4iagente nella mwb4mdiatesi passiva.cite-ref-1-60-16[46] Il pertinentivo ha una funzione incertacite-ref-1-60-17[46] e forse corrisponde al complemento d'agente esprimendo chi compie l'azione o chi ne è interessato.cite-ref-1-60-18[46]
Per i nomi di persona, come detto, è possibile determinare la distribuzione delle declinazioni:
• nomi terminanti in mwb5mvocale: genitivo, ablativo, pertinentivo I.
• nomi terminanti in mwb5udentale, mwb5ysibilante e mwb5cfemminili in -i: gen., abl., pert. II.
• nomi terminanti in mwb5kliquida: gen. I in -us (abl. -uis, pert. -usi).
I mwb5snomi di persona seguono regole particolari: benché in etrusco solitamente non ci sia distinzione di genere grammaticale, i nomi femminili, siano essi prenomi o gentilizi, vengono spesso marcati con -i o -ia. In Etruria meridionale il nominativo del gentilizio maschile viene marcato con -s.
In epoca tarda si diffonde un locativo in -e (< -a-i), mentre il suffisso -i è spesso soppiantato dalla particella -θi ("in, dentro") usata come posposizione; inoltre, sempre in epoca tarda, si trovano ablativi I in -es (< -a-is).
Molti sostantivi si formano dalle radici verbali, che in sé stesse rappresentano forme verbali finite.
mwb58zic → scrivere
mwb6ezic-n → lo scritto, lo scrittore
mwb6mzic-n-ce → egli ha scritto, scrisse
Aggettivo
Si forma con i suffissi -mwb6wne, -mwb60na, -mwb64av, -mwb68au, -mwb7aev, -mwb7ec, -mwb7iχ, -mwb7mva o -mwb7qve partendo quasi sempre da un sostantivo.cite-ref-22-67-0[48]
mwb7oEs. eismwb7sna — da “eis” «dio» — divinocite-ref-22-67-1[48]
huslmwb8ene — da “husl” «giovane» — novellocite-ref-22-67-2[48]
etermwb8cav — da “etera” «socio» — socialecite-ref-22-67-3[48]
etermwb80au — da “etera” «socio» — socialecite-ref-22-67-4[48]
macstrmwb9mev — da “macstr” «magistrato» — magistratualecite-ref-21-66-1[47]
zamθimwb9kc — da “zamaθi” «oro» — aureocite-ref-21-66-2[47]
Rumaχ — Romanocite-ref-21-66-3[47]
ati nacnumwb-qva — da “ati nacna” «nonna» — bisnonnacite-ref-21-66-4[47]
acalmwb-ove — da “acala” «giugno» — relativo a giugnocite-ref-21-66-5[47]
Pronome
Pronome personale
1ª persona
| Caso | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | mi [ 49 ] | - |
| Genitivo | - | - |
| Accusativo | mini [ nota 20 ] [ 49 ] | - |
mwcb8Es. mwccamini mulveneke velθur pupliana — mwcceMi donò Velthur Pupliana
Pronome dimostrativo
I mwccqpronomi dimostrativi in etrusco sono mwccuika (scritto anche mwccyica; mwccceca, mwccgca in età recente)cite-ref-20-68-3[49] e mwcc0ita (o mwcc4eta, mwcc8ta in età recente)cite-ref-20-68-4[49] che possono essere mwcdqenclitici.cite-ref-20-68-5[49] Tra mwcdkica e mwcdoita, quando sono in opposizione sembra esserci una differenza di vicinanza, maggiore (mwcdsica) o minore (mwcdwita) rispetto al parlante. mwcd0Ica e mwcd4ita possono avere anche la funzione di mwcd8articoli enclitici.cite-ref-70[50]
Flessione
mwceyikacite-ref-20-68-6[49] —
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | ika - [ 49 ] | - |
| Accusativo | ikan [ 49 ] | - |
| Genitivo I | - i - caś [ 49 ] | - |
mwchuecacite-ref-20-68-10[49] —
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | eca [ 49 ] | - |
| Accusativo | ecn [ 49 ] | - |
| Genitivo I | ecs [ 49 ] | - |
| Locativo + posposizione | eclθi [ 49 ] | - |
mwck0cacite-ref-20-68-15[49] —
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | ca [ 49 ] | - |
| Accusativo | cn , cen [ 49 ] | - |
| Genitivo I | cś [ 49 ] | - |
| Ablativo I | - cś , ces [ 49 ] | - |
| Genitivo II | cla [ 49 ] | - |
| Ablativo II | clz (?) [ 49 ] | - |
| Pertinentivo II | - cle [ 49 ] | - |
| Locativo | cei (?) [ 49 ] | - |
| Locativo + posposizione | clθi , celθi , clθ [ 49 ] | - |
| Locativo + posposizione | calti [ 49 ] | - |
mwcsqitacite-ref-20-68-26[49] —
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | ita [ 49 ] | - |
| Accusativo | itan , itun [ 49 ] | - |
| Genitivo I | itaś (?) [ 49 ] | - |
| Genitivo II | - itala , - itula [ 49 ] | - |
| Pertinentivo II | - itale , - itule [ 49 ] | - |
| Locativo + posposizione | - italte , - itultei [ 49 ] | - |
mwcxmetacite-ref-20-68-33[49] —
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | eta [ 49 ] | - |
| Accusativo | etn - [ 49 ] | - |
mwczctacite-ref-20-68-36[49] —
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | ta [ 49 ] | - |
| Accusativo | tn [ 49 ] | - |
| Genitivo I | - tś [ 49 ] | - |
| Ablativo I | teiś [ 49 ] | - |
| Genitivo II | - tla [ 49 ] | - |
| Pertinentivo II | - tle [ 49 ] | - |
| Locativo | tei [ 49 ] | - |
mwcewEs. mwce0ita tmia — Questo spaziocite-ref-20-68-44[49]
mwcfmeca — Questocite-ref-20-68-45[49]
selvans sanχunmwcfketa — Silvano, quello appartenente a Sancocite-ref-20-68-46[49]
θapneśmwcf8tś — Davanti a quello del calicecite-ref-20-68-47[49]
È dubbio se mwcgu(i)σa sia un pronome possessivo enclitico ("suo") o un terzo pronome dimostrativo.
Pronomi relativi
I mwcggpronomi relativi in etrusco sono mwcgkan e mwcgoin, di cui non è ancora stato possibile cogliere le differenze.cite-ref-23-71-0[51]
mwchaEs. vel matunas larisaliσ´a mwchean cn σ´uθi cerimwchiχunce — Vel Matunas, il (figlio) di Laris; mwchmche questa tomba fece costruire.cite-ref-23-71-1[51]
Pronome interrogativo
Flessione
| Casi / Numero | Singolare | Plurale |
|---|---|---|
| Nominativo | ipa [ 51 ] | - |
| Accusativo | inpa [ 51 ] | - |
| Genitivo I | ipaś [ 51 ] | - |
| Genitivo II | ipal [ 51 ] | - |
| Locativo | ipei [ 51 ] | - |
| Locativo + posposizione | iperi [ 51 ] | - |
mwcmgEs. mwcmkipaś ikam — mwcmoDi chi (è) questa cosa?cite-ref-23-71-9[51]
ipe mwcnaipa macθcva ama — Qualunque mwcnecosa i macθ sianocite-ref-23-71-10[51]
Verbo
Diatesi
Modi
In etrusco esistono cinque modi finiti, il mwcn4congiuntivo, l'mwcn8imperativo, il necessitativo, l'ingiuntivo e il passato o preterito, e tre mwcoamodi indefiniti, ossia l'mwcoeinfinito, il mwcoiparticipio e il sostantivo verbale (o mwcomsupino).
Congiuntivo
Il mwcokcongiuntivo etrusco ha valore di richiesta (mwcooiussivo) o di attesa (mwcosprospettivo).cite-ref-3-72-0[52]
Es. mwcpkmenmwcpoa → dal tema mwcpsmen (costruire) con suffisso -mwcpwa → bisogna costruire (mwcp0richiesta)
Imperativo
Il modo mwcqaimperativo. Coincide con il mwcqetema atematico del verbo, ossia con assenza della mwcqivocale finale che avrebbe funzione tematica.cite-ref-3-72-2[52]
Es. mwcqgtur → dal tema mwcqkturmwcqou (dedicare) con caduta della vocale finale → dedica!
Necessitativo
Es. mwcruθezemwcryri → dal tema mwcrcθeze (immolare) con suffisso -mwcrgri → bisogna (è necessario) immolare
Ingiuntivo
Es. mwcsgmulunmwcske → dal tema mwcsomulun(mwcssu) (donare) con suffisso -mwcswe → don(ò) (senza specificare il tempo)
Passato
Il passato corrisponde al mwcs8passato italiano, indica cioè un'azione collocata "dietro" il presente sull'asse temporale. Si forma con l'aggiunta del mwctasuffisso -mwctece (o -mwctike), per la mwctmforma attiva, e -mwctqχe, per la mwctuforma passiva, al mwctytema verbale.cite-ref-3-72-5[52]
Es. mwctwacasmwct0ce → dal tema mwct4acas (fare) con suffisso -mwct8ce → ha fatto
mwcueziχumwcuiχe → dal tema mwcumziχu (scrivere) con suffisso -mwcuqχe → è stato scritto
Participio
Sostantivo verbale
Esistono infine anche suffissi che formano mwcvmnomi d'agente (-(a)θ; es. mwcvqzilaθ - "colui che fa giustizia, pretore") e mwcvunomi d'azione (-il; es. mwcvyac-il - "opera", da mwcvcac-, "fare").
Vocabolario
Vocabolario etrusco (Marchesini 2009: 132-135):cite-ref-74[54]
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| avil | ‘anno’ |
| cel | ‘terra’ |
| pulumχva | ‘stelle’ |
| θesan | ‘aurora’ |
| θi | ‘acqua’ |
| tinia | ‘giorno’ |
| tiur | ‘luna/mese’ |
| una | ‘conio’ (d’acqua?) |
| uśil | ‘sole’ |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| apa | ‘padre’ |
| apa nacna, papa | ‘nonno’ |
| ati | ‘madre’ |
| ati nacn(uv)a, teta | ‘nonna’ |
| clan | ‘figlio’ |
| clanti | ‘figlio adottivo’ |
| huśur | ‘ragazzi’ |
| leinθ | ‘vecchia’, ‘persona anziana’ (f.) |
| nefts | ‘nipote’ (di zio/a) |
| puia | ‘moglie’, ‘donna’? |
| prumaθs | ‘pronipote’ |
| papals | ‘nipote’ (in riferimento al nonno) |
| seχ | ‘figlia’ |
| tetals | ‘nipote’ (in riferimento alla nonna) |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| hiuls | ‘civetta’ |
| leu | ‘leone’ |
| θevru | ‘toro’ |
| tusna | ‘cigno’ |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| acnanas | ‘avendo generato’ |
| am- | ‘essere’ |
| amce | ‘fu’ |
| arce | ‘innalzò’, ‘allevò’ |
| cesu | ‘fu sepolto’ |
| lupu | ‘morto’ |
| svalce, svalθas | ‘visse’, ‘aveva vissuto’ |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| cana | ‘stele’ |
| capra | ‘sarcofago’ |
| hinθial | ‘morti’, ‘ombre’ |
| man | ‘pietra tombale’ |
| murs | ‘urna’ |
| mutna | ‘sarcofago’ |
| śuθi | ‘tomba’ |
| śuθina | ‘offerta funeraria’ |
| tamera | ‘camera funeraria’ |
| tus | ‘kline’ |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| aska | ‘askos’ |
| culiχna | ‘coppa’ |
| elaivana | ‘vaso per olio’ |
| fasena | ‘askos’, ‘vaso per libagione’ |
| leχtumuza | ‘aryballos’, ‘piccolo vaso per unguenti’ |
| pruχum | ‘brocca, boccale’ |
| qutum | ‘brocca’ |
| θina | ‘orcio’ |
| θafna, θapna | ‘bicchiere’, ‘tazza’ |
| spanti | ‘piatto da libagione’ |
| zavena | ‘kantharos’, ‘vaso con due anse’ |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| ais | ‘dio’ |
| aisna | ‘rituale’, ‘sacrificio’ |
| cletram | ‘tavolo per il culto’ (?) |
| fase | ‘libagione’ |
| fler | ‘numen’ |
| flere | ‘divinità’ |
| netśvis | ‘haruspex’ |
| tamera | ‘cella del tempio’ |
| tmia | ‘tempio’ |
| tuθina | ‘offerta votiva’ |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| lautni | ‘liberto’ |
| lautniθa | ‘liberta’ |
| macstrna | ‘comandante’, ‘capo’ (magister) |
| mariś | ‘servo’, ‘schiavo’ |
| maru | ‘funzionario’ (di un culto?) |
| meθlum | ‘quartiere’, ‘territorio’ |
| rasna | ‘pubblico’ |
| sacni | ‘sacro’ |
| spura | ‘città’, ‘comunità’ |
| tular | ‘confine’ |
| zilaθ | ‘funzionario’ (praetor?) |
| Etrusco | Italiano |
|---|---|
| acil(u) | ‘fabbricante’, ‘vasaio’ |
| al(i)ce | ‘dette’, ‘dedicò’ |
| malstria | ‘specchio’ |
| mi | ‘io’ |
| mlaχ/mlaka- | ‘bello’, ‘buono’ |
| muluvanece | ‘donò’ (in ambito privato, v. sopra) |
| tur(u)ce | ‘donò’, ‘dedicò’ (spesso in ambito sacrale) |
| trepu | ‘artigiano’ |
| ziχ | ‘scritto’, ‘libro’ |
| ziχu | ‘scrittore’ |
| ziχuχe | ‘scrisse’ |
| zinace | ‘fece’, ‘realizzò’ |
Città
I nomi delle città:cite-ref-75[55]
| Italiano | Etrusco | Latino |
|---|---|---|
| Arezzo | Aret- (?) | Arrētium |
| Bologna | Felsina | Bonōnia |
| Bolsena ( Orvieto ?) | Velzna- | Volsiniī |
| Capua | Capua, Capeva | Capua |
| Cerveteri ( Caere Vetus ) | Chaire, Chaisric, Cisra | Caere, Caere Vetus (greco: Agylla) |
| Cesena | Ceisna | Caesēna |
| Chiusi | Clevsin | Clusium, Camars |
| Cortona | Curtun | Cortōna |
| Fiesole | Vi(p)sul | Faesulae |
| Ischia | Inarime (?) | Pitecusa (greco: Pithekoussai) |
| Magliano | Hepa (?) | Heba |
| Mantova | Manthva | Mantua |
| Marzabotto | Misa (?), Kainua | |
| Modena | Mutina | Mutina |
| Perugia | Per(u)sna | Perusia |
| ( Poggio Buco ) | Statna (?) | Statōnia |
| Populonia | Pupluna, Fufluna | Populōnia |
| Ravenna | Rav(e)na (?) | Rauenna |
| Rimini | Arimna | Ariminum |
| Roma | Ruma | Rōma |
| Siena | Saena (?), Sena | Saena |
| Sovana | Sveama-, Suana | Suana |
| Sutri | Sutliri | Sutrium |
| Tarquinia | Tarch(u)na | Tarquiniī |
| Talamone | Tlamu | Telamōn |
| Todi | (tular) | Tuder |
| Tuscania | Tusc(a)na | Tuscana |
| Veio , Veii | Veia | Veiī |
| Vetulonia | Vatluna, Vetluna | Vetulōnia |
| Viterbo ? | Sur(i)na | Surriīna |
| Volterra | Velathri | Volaterrae |
| Vulci | Velch, Velc(a)l- | Vulcī |
Numerali
| Simboli dei numeri etruschi | Simboli dei numeri etruschi | Simboli dei numeri etruschi |
|---|---|---|
| Decimale | Etrusco | Simbolo * |
| 1 | θu | I |
| 5 | maχ | Λ |
| 10 | šar | X |
| 50 | muvalχ | ↑ |
| 100 | ? | |
| 500 | ? | (un cerchio con all'interno 5 punti) |
| 1000 | ? | (un fuso con all'interno 3 punti) |
(* La forma dei simboli è approssimata, perché non sono inclusi nel set dei caratteri normalmente disponibili nei computer.)
| Numerazione [ 56 ] | Numerazione [ 56 ] | Numerazione [ 56 ] | Numerazione [ 56 ] | Numerazione [ 56 ] | Numerazione [ 56 ] |
|---|---|---|---|---|---|
| Decimale | Etrusco | Decimale | Etrusco | Decimale | Etrusco |
| 1 | θu | 16 | huθzar | 50 | muvalχ (*maχalχ) |
| 2 | zal, es(a)l | 17 | ciem zaθrum | 60 | *huθalχ |
| 3 | ci | 18 | eslem zaθrum | 70 | semphalχ (?) |
| 4 | ša (?) | 19 | θunem zaθrum | 80 | cezpalχ (?) |
| 5 | maχ | 20 | zaθrum | 90 | *nurφalχ (?) |
| 6 | huθ (?) | 27 | ciem cealχ | 100 | šran [ 57 ] |
| 7 | semφ (?) | 28 | eslem cealχ | 1000 | ? |
| 8 | cezp (?) | 29 | θunem cealχ | | |
| 9 | nurφ (?) | 30 | cialχ (cealχ) | | |
| 10 | šar | 40 | šealχ | | |
Calendario
Poco ci resta del computo del tempo degli Etruschi.
Non avevano le settimane usate oggigiorno e quindi neppure il nome dei giorni. Probabilmente il giorno iniziava all'alba.cite-ref-etruscanreligion-78-0[58] L'anno invece poteva iniziare, come nella Roma arcaica, il primo giorno di marzo (cioè il nostro 15 febbraio), o qualche giorno prima, il 7 febbraio.
Probabilmente calcolavano i giorni di ogni mese come i Romani, partendo cioè con le mwdxqcalende (da alcuni la parola "calenda" è addirittura di etimologia etrusca).
| Calendario | Calendario | Calendario | Calendario |
|---|---|---|---|
| Nome (lat.) | Etrusco | Mese | Esempio |
| velcitanus | *velcitna | marzo | |
| cabreas | *capre | aprile | apirase = nel mese di aprile. |
| amp(h)iles | | maggio | anpilie = nel mese di maggio. |
| aclus | acale | giugno | acal(v)e = nel mese di giugno. |
| traneus | | luglio | |
| ermius | | agosto | |
| celius | celi | settembre | celi = nel mese di settembre. |
| chosfer | | ottobre | |
Ipotesi della gorgia toscana
Ci sono due diverse ipotesi riguardo l'origine della cosiddetta mwdb8gorgia toscana. La prima ipotesi sostiene che il fenomeno della gorgia toscana possa essere un elemento di mwdcasostrato derivato dall'etrusco.cite-ref-80[60]cite-ref-81[61] Per altri studiosi, invece, la gorgia sembrerebbe essere un fenomeno di origine relativamente recente, dato che non ve n'è alcuna attestazione prima del mwdckXVI secolo e pare ricoprire un ruolo prettamente riequilibratore del sistema fonologico toscano.cite-ref-82[62] La questione resta tuttavia aperta e irrisolta, e i linguisti divisi.
Note
Annotazioni e glosse
cite-note-2-351. Secondo alcune ipotesi.
cite-note-372. La mwddsc diventa mwdd0[ɡ̊] quando è all'interno di parola, come dimostrerebbe la resa latina dell'etrusco mwdd4percumsna, ossia mwdd8Pergomsna.
cite-note-1-413. La lettera mwdecθ rappresenta probabilmente una mwdegocclusiva dentale sorda aspirata mwdeo/tʰ/ a inizio di parola o in prossimità di una mwdesconsonante liquida all'interno di parola per alcuni lessemi.
cite-note-0-424. La vocale mwdfmi si legge mwdfu/i̯/ nel dittongo mwdfyei e se si trova davanti a una vocale.
cite-note-3-455. La consonante mwdf4l si pronuncia mwdga/ḷ/ quando la sillaba in cui si trova è mwdgesincopata.
cite-note-5-466. La pronuncia mwdgo/ɫ/ della mwdgsl è tale solo in sillaba finale, mentre se si trova in sillaba finale e preceduta da mwdgwa è stata cominciata a scrivere solo a partire dalla metà del VI secolo avanti Cristo.
cite-note-6-477. La pronuncia mwdhu/lʼ/ di mwdhyl è evidente sulla base della resa etrusca di Μελέαγρος, Mel, melacre mwdhg/melacre/.
cite-note-4-498. La consonante mwdiam si legge mwdii/m̥/ se la sillaba in cui si trova è stata soggetta a mwdimsincope.
cite-note-509. Oppure anche nell'agro di mwdioSiena.
cite-note-11-5110. La pronuncia mwdjm/ɲ/ di mwdjqn si rileva per esempio dall'inerscambiabilità di mwdjutina mwdjc/tiɲa/ (di epoca recente) con mwdjgtinia mwdjo/tinja/, poiché in età recente è scomparsa la mwdjsi lasciando soltanto la consonante mwdjwpalatalizzata.
cite-note-8-5211. La consonante mwdkqr si pronuncia mwdky/r̥/ se la sillaba in cui si trova è stata soggetta a mwdkcsincope.
cite-note-5312. La pronuncia mwdkw/rʼ/ di mwdk0r è evidente sulla base della resa etrusca di Ἀριάδνας, mwdk4Ariádnas, mwdk8araθa mwdle/arˈatˈa/.
cite-note-5413. La pronuncia mwdly/u̯/ di mwdlcu è rara ed è propria soltanto dell'età recente.
cite-note-10-5514. Secondo altre ipotesi.
cite-note-6115. Il suffisso -mwdmis è detto mwdmmablativo I.
cite-note-6216. Il suffisso -mwdmcal-s è detto mwdmgablativo II.
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Voci correlate
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• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
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